«Il birraio di Preston», tra ironia e grottesco
Tratto dal romanzo e dalla riduzione teatrale di Andrea Camilleri, Il birraio di Preston è andato in scena al teatro Al Massimo di Palermo dal 26 febbraio al 1 marzo, celebrando così i 100 anni dalla nascita dello scrittore siciliano e i 30 anni dalla pubblicazione dell’omonimo romanzo. Per la regia di Giuseppe Dipasquale, che ne ha curato l’adattamento teatrale insieme all’autore stesso, la rappresentazione ha riscosso un notevole successo. La messa in scena di Dipasquale è stata apprezzata per la capacità di mantenere l’ironia e il grottesco tipici del romanzo, riuscendo a coniugare elementi comici e drammatici, coinvolgendo gli spettatori nella riflessione sulle dinamiche del potere e sulle tradizioni locali. «Come ormai sembra essere nello stile di Camilleri, afferma Giuseppe Dipasquale, il racconto parte da un fatto e vuole essere di per sé stupefacente, misterioso e incantatore. Proprio come il c’era una volta dei bambini, l’occhio innocente di un bambino, per purezza nei confronti del mondo, per incontaminazione, per il suo essere fanciullino, è il motore dell’azione.» Il birraio di Preston è ambientato nella Sicilia di fine Ottocento, in un piccolo paese immaginario, che per Camilleri è Vigàta, e Montelusa dove il prefetto vuole affermare la propria autorità, imponendo l’esecuzione dell’opera lirica di Luigi Ricci, come spettacolo inaugurale del teatro cittadino. Questo atto arbitrario scatena il malcontento della popolazione e una serie di eventi tragicomici che sfociano in rivolte, omicidi e situazioni surreali, culminando nell’incendio del teatro. La voce off di Camilleri ripresa da Edoardo Siravo, per completezza di narrazione, le battute scambiate tra gli attori in scena, l’intensità e autenticità degli attori come Federica De Benedittis e Mimmo Mignemi, hanno colpito e coinvolto il pubblico che riempiva la platea del Teatro Al Massimo. Brillando per la loro versatilità, gli attori come Valerio Santi, Gabriella Casali, Pietro Casano, Luciano Fioretto, Federica Guerrieri, Paola La Bruna, Giorgia Migliore e Vincenzo Volo, sono riusciti a dare vita a molteplici personaggi con un’ ottima fluidità. Grazie al loro talento camaleontico sono passati con naturalezza da un ruolo all’altro, modulando voce, espressioni e gestualità in modo impeccabile, caratterizzando ogni figura con tratti distintivi. Il ritmo incalzante dello spettacolo sottilinea come Il birraio di Preston sia un mix originale di italiano e dialetto siciliano, con espressioni colorite e battute che rendono la pièce vivida e autentica. Il tono ironico e grottesco che permea l’intera narrazione evidenzia le contraddizioni e le assurdità della società siciliana del tempo, post-unitaria, offrendo una riflessione sulla burocrazia ottusa, sull’arroganza del potere e sulle difficoltà dell’unificazione italiana, quanto mai contemporanea.Tra umorismo e critica sociale, l’opera mescola storia e finzione con uno stile inconfondibile, la messa in scena lascia il pubblico sospeso tra il divertimento e amarezza, tipica della satira camilleriana. Un’opera che continua a far divertire e riflettere, nonstante il tempo, matiene intatta la sua attualità. Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Al Massimo di Palermo, MARCHE TEATRO, Teatro di Roma, le musiche sono di Luigi Ricci, la scenografia di Antonio Fiorentino, i costumi sono ripresi da Stefania Campini e Fabrizio Buttiglieri, da un’idea di Gemma Spina.