La serenissima sognante: “Venezia di notte. Sogno” dei fratelli Goncourt nella nuova traduzione di Carlo Alberto Peruzzi (Damocle Edizioni)

Abbiamo immediatamente pensato al sognante «Venice at sunset» del pittore svedese Vilhelm von Gegerfelt mentre leggevamo avidi «Venise la nuit. Rêve – Venezia di notte. Sogno» di Edmond e Jules Goncourt che la veneziana Damocle ha pubblicato con la curatela e nuova traduzione di Carlo Alberto Petruzzi. Il volumetto si aggiunge alle pubblicazioni dedicate alle Invisible cities la collana curata dallo stesso editore Pierpaolo Pregnolato. I cinque mesi che i fratelli Goncourt trascorrono in Italia lungo le tappe del più classico del Grand Tour, tra il 1855 e il 1856, furono condensati in un un progetto che si intitolava «L’Italia di notte», poi bruciato (sic) dagli stessi autori per una concezione troppo lirica e troppo eccentrica. Un testo forse assai lontano dal realismo naturalista ma fulcro di quella écriture artiste, che adesso la traduzione attentissima di Peruzzi restituisce in tutto il suo fulgore con lo scopo di offrire al lettore un’esperienza il più possibile vicina a quella di un lettore francofono, mantenendo le complesse strutture sintattiche dell’originale e delle figure retoriche di cui il testo è infarcito.

Quella dei fratelli Goncourt è una rappresentazione fantastica della città lagunare, tra barocco e surrealismo nella forma del sogno e della più sfrenata immaginazione. Una prosa avvolgente e labirintica col suo perenne rumore fresco, satura di fruscii, di odori, di suoni, di volti e giochi di luce fluttuanti sulle onde della laguna, dalla quale i campani e le cupole della città offrono il loro sinuoso profilo allo sguardo del narratore tra feste, balli in maschera, zingare e colombine e personaggi di luoghi e tempi diversi e lontani. Uno stile notevolissimo e straordinariamente moderno che sembra anticipare anche il realismo magico. I Goncourt, forti dell’esperienza del loro celeberrimo Journal, accuratissimo diario della vita mondana e letteraria parigina, danno vita ad una narrazione scoppiettante, allegra e scanzonata, piena di immagini felici ed indimenticabili, come, tra tutte, ...le donne coi tricorni inclinati sulla fronte, che proiettavano, sulla loro maschera bianca, l’ombra del volo di una rondine. Conquistato dagli «arcobaleni di cristallo» il lettore s’immerge in una prosa visionaria e visiva, quasi cinematografica, satura di citazioni, rimandi a situazioni, eventi e personaggi non solo veneziani (di cui l’eseuriente sezione di note fornisce tutti i dettagli): da Boccaccio a Gozzi, da Aldo Pio Manuzio a Maria Malibran, da Gaspara Stampa fino a Watteau e al grand enterrement (grande funerale) a lui dedicato che costituisce, nel finale, uno straordinario racconto nel racconto.

Edmond e Jules Concourt, Venise la nuit – Venezia di notte, traduzione di Carlo Alberto Petruzzi, Damocle Edizioni, Venezia 2021 euro 12,00

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