Il “Futuro anteriore” di Giovanna Brogna Sonnino negli spazi di Carta Bianca

Tutto quello che vediamo delle stelle sono solo vecchie fotografie. [Dr. Manhattan]

Cosa potrei fare se non voltarmi nella corrente e affogare alla mia stessa velocità interiore? [R. Waldrop]

LA MEMORIOSA

Emanano un singolare silenzio questi stralci di carte di Giovanna Brogna Sonnino. Sono lacerti e sono scaglie dal sé, gorgo di stati d’animo, replicazioni di quello che è stato e di quello che sarebbe potuto essere. In questa vertiginosa stratificazione di memoria accumulata, in questo bailamme visivo-verbale, Giovanna Brogna Sonnino è la possibile sorella di «Funes el memorioso», il protagonista dell’omonima novella di Borges, impossibilitato a dimenticare, continuamente travolto dai suoi ricordi e dai ricordi di tutti. E’ solo apparentemente uno stato di quiete, affidata al silenzio del cellophane, difeso dalle minuscole mura di due scatole di cartone. Eppure la loro presenza è paradossale, dunque estremamente ironica: ne annulla anzi i confini perché ogni scatola, in realtà, è un altare sui cui l’artista offre, dallo scrigno del suo passato, tutte le varianti provvisorie della sua identità.

Qual è la trama?

Giovanna sogna dentro queste parole-utero, si fa nascere da loro: sono il nutrimento, le sue stimmate, i suoi cieli strappati, sono le foglie della Sibilla, le emanazioni di un’altra se stessa. Le parole sono le sue geografie, le carte iper-dettagliate: lì dove ci sono sempre i leoni a vegliare.
Non è romantico? Queste sue scatole esistono allora non solo per raccogliere ma per essere scelte e per essere lette. Per volare: sono pagine-ali, senza trama: il volo è libero.

L’inchiostro alle nuvole, poi scalare il cielo, il precipizio, tentare il varco, la soglia.

Giovanna scende a piedi nudi dentro i suoi collages – le scarpe fremono dentro altre scatole – offre le sue dita alle parole che scrive, ai fiori di carta che germogliano, ai frammenti che sono mondi, viaggi intrapresi verso le sue ricordanze dentro le quali si procede per accumulo, per vaneggiamento, per sprofondamento.

I miei sogni sono come la vostra veglia.

Ripenso allora a quello che scriveva Bufalino, dell’eroico paradosso delle immagini – e anche di queste parole fatte di luce: «sono un certificato di morte ma nello stesso tempo una promessa di resurrezione.»

Dove si raccolgono tutte le lacrime?

Giovanna Brogna/Sonnino, è laureata in storia dell’arte. Nata a Catania, nel 1980 si trasferisce a Roma, dove si diploma cine-operatore. Lavora per Rai2, RaiEducational e RaiSatArt realizzando diversi servizi e documentari. Contemporaneamente come fotografa, dal 1986 al 1994, espone i suoi lavori in numerose mostre personali e collettive. Dal 1992 con Mathelika e Drifting Pictures realizza come autrice e produttrice indipendente una serie di film, docufilm e documentari che ottengono riconoscimenti in Italia e all’estero. Dal 2003 è tornata a vivere a Catania dove continua la sua attività.

 

“Futuro anteriore” a cura di Cristina Costanzo e Giuseppe Mendolia Calella

Galleria Carta Bianca, via Francesco Riso 72/b Catania

fino al 19 maggio 2022

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