Continuità e discontinuità del mondo antico: «Calabria antica e moderna», a cura di Emanuele Lelli

L’onore di inaugurare la collana Diachronion è toccato ad una regione italiana che fu al centro della Magna Grecia. La nuova iniziativa dell’editore italo-ateniese Enzo Terzi si propone di avviare una riflessione sul rapporto tra antico e moderno attraverso l’esame delle storie delle terre «greco-latine». La curatela della collana e del suo primo volume, «Calabria antica e moderna» è di Emanuele Lelli, classicista, nonché studioso di cultura popolare, alla quale sta dedicando le sue ricerche attuali con un approccio che unisce etnografia e filologia classica. Lelli è anche un organizzatore instancabile di iniziative culturali attraverso la sezione «Antico & Moderno» della vasta rete dellAssociazione Italiana di Cultura Classica, che da oltre cento anni si fa promotrice della salvaguardia dei valori della classicità. In quest’ottica l’autore di «Sud antico» (Bompiani 2016) ha organizzato nel mese di aprile 2021 una intensa giornata di studi via web, «Continuity 2021», dedicata interamente alla Calabria. Sotto la sua guida si è dipanata una riflessione su una regione dalle mille sfaccettature, spesso problematiche ma interessantissime. «Calabria antica e moderna» è un libro «figlio» proprio di qulle analisi. «Ogni territorio, nelle sue genti, porta il segno del tempo e delle culture che hanno viaggiato attraverso i secoli. Dai siti, dagli oggetti, dalla lingua, dalle espressioni artistiche di ieri e di oggi emergono storie affascinanti di continuità e discontinuità.» Seguendo il filo di questa impostazione gli autori dei vari saggi che compongono il libro hanno trattato di ambiente (Alfonso Picone Chiodo), antropologia e letteratura (Tommaso Braccini), archeologia (Lin Foxhall), genetica (Donata Luiselli), etnografia (Matteo Enia), linguistica (Annamaria Chilà e Maria Olimpia Squillaci), folklore (Emanuele Lelli) e storia (Pierluigi Pedretti). Il risultato? I diversi contributi ben si amalgamano sia dal punto di vista della agilità di lettura che da quello dei contenuti. Le varie tessere vanno a comporre un affascinante mosaico su una regione ancora per molti aspetti misconosciuta e su cui si addensano da molto tempo pregiudizi e luoghi comuni, a cui non si sottraggono neanche molti calabresi. Al centro della narrazione c’è dunque una terra antichissima attraversata nei secoli da popoli giunti da ogni dove, che hanno contribuito a costruire la complessa identità (?) del calabrese. La Calabria può essere compresa solo se si cerca di rintracciare il filo rosso che la attraversa e che la fa apparire nel contempo «arcaica» e «moderna». Per queste ragioni ha fatto bene il curatore ad aprire la collana con questa regione paradigmatica. La Calabria offre da questo punto di vista un osservatorio privilegiato dove persistenze del passato e novità del presente si aggrovigliano in un tutt’uno che solo dipanato permette di capirci. Scrive Lelli – nella conclusione del suo intervento – «che la tradizione culturale europea ‘alta’, ‘letteraria’ e ‘figurativa’, si sviluppi senza soluzione di continuità dal mondo greco-romano ad oggi, certo con infinite riscrivere e innovazioni, ma sempre in un solco unitario, è ormai un dato acquisito. Che oltre a quella tradizione culturale ‘alta’ ve ne sia una ‘popolare’, anch’essa unitaria, che anch’essa corre dall’antico al moderno, certo con strade più tortuose e carsiche, è il risultato più importante a cui questa ricerca vuole arrivare. Una cultura popolare antichissima che, attraverso i secoli, sembra riaffiorare in preziosissime notizie che solo la memoria degli anziani della Maiella o dell’Aspromonte, della Sila o dei Nebrodi, può ancora rivelarci

(AA. VV., Calabria antica e moderna ETPbooks, p.175, euro 18, 2021

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