Contro la violenza del racket: “Con sorte” per “Palco Off” al centro Zo di Catania

Quella dello spettacolo “Con-sorte” – drammaturgia e regia di Giacomo Guarneri, interpretazione di Oriana Martucci – è una storia semplice e comune, ancora molto, troppo comune in molte parti del nostro paese, al sud come al nord. Un’attività economica, costruita a partire da un amore e da un sogno di realizzazione, le prime insistenti minacce e il palesarsi dell’assillo mafioso, del ricatto violento del racket, la voglia impotente di reagire nella legalità e quella, altrettanto impotente, di “vivere” provando a piegarsi solo un po’ o quanto basta, illudendosi di poter mediare e di non perdere tutto, infine il deflagrare tragico della violenza che ti uccide e/o ti fa impazzire. Su questo percorso di violenza, che decine di migliaia di imprenditori italiani hanno conosciuto sulla loro pelle, si dispiega la triste vicenda di Rocco e di Rita, raccontata in flashback da quest’ultima (ormai vecchia) al medico di una casa di cura. Il loro sogno d’amore e di realizzazione, “Il mondo del Balocco”, un negozio di giocattoli preziosi, viene prima insidiato e poi ricattato. Lui, Rocco, si oppone fermamente a ogni mediazione, si ribella a ogni cedimento anche minimo alla logica del ricatto. Lei, Rita invece cede al ricatto, cede a poco a poco, cede e così tradisce sé stessa e il suo Rocco, cede perché vuole “vivere” e sembra non voler arrendersi nemmeno al principio della dura realtà della violenza che stanno subendo. Lo spettacolo è notevole: costruito con la semplicità rigorosa di una sola sedia, di un accappatoio rosso, di un disegno luci diritto, ben concepito (da Fabio Bonfanti) e sapientemente guidato, da un alternarsi di silenzi, musica pop e musica classica che amplifica ed esplicita gli stati d’animo interni della protagonista nei vari momenti della vicenda. E spicca soprattutto l’intelligenza di Guarneri e di Oriana Martucci (che conferma il suo talento di attrice), che non subiscono la potenza del personaggio di Rita, ma sembrano prenderlo per mano, consapevoli della sua complessità e soprattutto del fatto che qualsiasi scivolamento nel patetico lo avrebbe spinto nell’inverosimile e avrebbe reso inutilmente retorico lo spettacolo.

Il flusso di coscienza di Rita è spezzato nella sua potenza e quindi, segmento per segmento, è esplorato e reso da Martucci nella complessità dei pensieri e delle ferite che lo invadono, lo approfondiscono, lo esasperano, lo spezzano, lo espongono e abbandonano alla follia. Non si trattava solo di raccontare la violenza mafiosa del racket, ma l’impossibilità dell’animo umano di arrendersi alla violenza e continuare comunque a vivere di piena umanità. Visto sulla scena dello spazio Zo di Catania, domenica 5 marzo, nel contesto della rassegna “Palco Off” curata da Francesca Vitale.

Con-sorte

scritto e diretto da Giacomo Guarneri con Oriana Martucci. Luci di Fabio Bonfanti. Produzione di “La pentola nera”, coproduzione di “Piccolo Teatro Patafisico”, in collaborazione con “Babel Crew”. Crediti fotografici di Sophia Bellina.

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