La latinizzazione di una valle calabra: un saggio di Pierluigi Pedretti

«La Calabria è forse oggi la regione d’Italia che manterrebbe una sorta di primato: quello di essere erede di un mondo primitivo e selvaggio, connaturato a quello dei suoi abitanti.» E’ la chiave interpretativa di «Roma sul Savuto. La latinizzazione di una valle calabrese» il saggio di Pierluigi Pedretti (appena edito da Ilfilorosso Edizioni) che si prefigge il compito di analizzare la Calabria al di là degli stereotipi e dell’oleografica rappresentazione fatta di sole, mare e peperoncino. Il libro per altri versi prosegue l’indagine antropologica che Pedretti aveva intrapreso già con «Un demone in bicicletta. Tra le montagne di san Colombano» (Le Farfalle, 2018). Se in quello aveva affrontato la Calabria da ciclista-antropologo, con «Roma sul Savuto» si applica a raccontarla in modo diverso ma sempre con la medesima passione. Il saggio è infatti pensato come un agile manuale di storia con coordinate spaziali e temporali ben definite: le conseguenze della dominazione romana sulla valle del fiume Savuto al confine tra le province di Cosenza e Catanzaro, che, seppur trafficatissima per l’autostrada che la attraversa, è sostanzialmente misconosciuta. Pedretti, tenendo conto di una messe di studi specialistici, getta uno sguardo più chiaro e semplice su un territorio che è in qualche modo simbolo di tutta la regione. Il taglio non accademico è sottolineato dall’inserto narrativo dell’incipit che racconta l’arrivo in Calabria dei greci: «il posto descritto dalle profezie: un’ampia pianura, due fiumi e una corona di montagne. E’ il luogo giusto: Sibari» Si può affermare che da quel momento la terra degli ausoni, degli enotri e, poi, dei brettii, entri definitivamente – in una sorta di prima globalizzazione – nell’alveo delle dinamiche geopolitiche ed economiche del mondo mediterraneo. Pur spostando indietro nel tempo l’analisi delle vicende storiche, il saggio sollecita una riflessione sulle cause della attuale arretratezza della Calabria, individuando la genesi di alcune caratteristiche identitarie del calabrese. Vi si delineano le caratteristiche della colonizzazione romana rispetto a quella greca e le persistenze di quel mondo antico. Congiungendo Sibari – insieme alla vicina valle del fiume Crati – ai suoi domini sul Tirreno, la valle del Savuto divenne una importante via di comunicazione tra il sud e il nord della Calabria, sulla quale viaggiavano anche le merci di etruschi e fenici. I sibariti, come gli altri magnogreci, dovettero relazionarsi obbligatoriamente con gli indigeni, costruendo una fitta rete di rapporti politici ed economici, anche conflittuali, che si interruppero solo con l’arrivo di Roma, la quale, al contrario, mirò apertamente a una loro disarticolazione attraverso la fondazione di colonie e la modificazione del paesaggio naturale che i greci fin allora avevano rispettato: «il nuovo sistema economico a base schiavistico di Roma aumentò la deforestazione […]; interi contingenti di uomini venivano spostati sui monti per prelevare legname e pece a volontà. Tutto ciò portò a destabilizzare la piccola proprietà brettia. Se nel «Demone in bicicletta», Pedretti aveva gettato lo sguardo sul presente della Calabria, in «Roma sul Savuto» guarda invece alla regione con gli occhi della storiografia. L’intento è, però, lo stesso: raccontarne le tante bellezze naturalistiche; narrare di località suggestive spesso abbandonate e di tesori da recuperare. La conclusione è univoca: attirare l’attenzione sui problemi irrisolti della regione, sullo stato di abbandono e di incuria in cui versano luoghi che per il loro valore paesaggistico e culturale meriterebbero ben altra considerazione. Inoltre il saggio è arricchito da mappe esplicative e dalle splendide immagini di Franco D. Scarpino: il fotografo di San Leonardo di Cutro – autore del progetto «Mammalia Calabra» – ha impreziosito il libro con fotografie fuori dall’ordinario, piccoli gioielli d’arte, commento visivo ad un testo scorrevole e di agile lettura.

Pierluigi Pedretti, Roma sul Savuto. La latinizzazione di una valle calabrese, Il Filorosso edizioni, pp. 77, 24 tavole fuori testo, euro 12,00

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